Link dofollow: cosa sono e perché servono anche a te

  • Diego Gualdoni

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I link sono una delle cose principali per il posizionamento sui motori di ricerca. Se vuoi che il tuo sito si posizioni bene ed in tempi decenti hai bisogno di avere buoni link dofollow nel tuo sito.

Vediamo bene perché e spieghiamo anche cosa sono i link dofollow.

Perché i link sono importanti?

Larry Page e Sergey Brin,  creatori di Google, il principale motore di ricerca del pianeta, quando hanno progettato il loro sistema si sono trovati davanti il dubbio di tutti coloro che nel passato avevano avuto quando si parlava di motori di ricerca:

  • come ordinare i risultati in modo da offrire sempre risposte rilevanti alle ricerche delle persone?

Così è nato l’algoritmo di Google, un algoritmo che ha battuto tutta la concorrenza degli altri motori di ricerca e che ormai è da ispirazione per chiunque voglia creare qualcosa di simile.

Uno dei fattori principali che l’algoritmo di Google usa per valutare un sito sono appunto i link, cioè i collegamenti che da altri siti puntano ad una pagina web. L’intuizione  del duo Brin e Page è stata quella di basare il valore dato ai siti dal motore di ricerca proprio sulle relazioni tra siti.

Il motivo si capisce meglio se si pensa a come funziona il mondo delle pubblicazioni scientifiche: uno scienziato è considerato di maggiore valore quanto più i suoi colleghi citano i suoi studi nei loro studi.

Se lo scienziato Mario Rossi pubblica uno studio sulla fisica quantistica e nell’arco di qualche anno 50 altri fisici citano il suo studio, il valore accademico di Mario crescerà e così il prestigio. Più viene citato più verrà considerato uno scienziato di tutto rispetto.

Ecco, con i siti funziona così: quando una pagina web è citata (cioè linkata) da altre per Google significa che quella pagina ha un particolare rilievo.

Ah ok, quindi bastano tanti link a caso?

No. Non proprio.

Torniamo all’esempio del fisico Mario Rossi: il suo studio viene considerato attendibile se viene citato in altre pubblicazioni accademiche scritte da scienziati. Cioè significa che se lo studio di Mario Rossi viene citato su una rivista di Moda, forse gli farà tanta pubblicità, ma non migliorerà il suo prestigio accademico.

Stessa cosa con i siti: il link deve provenire da una pagina che parla della stessa cosa. Questo perché per il motore di ricerca il link è un approfondimento dell’informazione: la pagina web che contiene questo articolo sarà linkata da un altro blog che parla di marketing online perchè considerata un approfondimento utile e questo aumenterà il mio “prestigio” agli occhi del motore di ricerca che mi darà una posizione migliore.

Link, qualità o quantità?

Link dofollow: cosa sono e perché servono anche a te
Link dofollow: cosa sono e perché servono anche a te

L’attinenza però non basta: c’è anche la qualità del link che va considerata.

Torniamo all’esempio dello scienziato: se il dottor Mario Rossi viene citato da 50 altri studi ma tutti di giovani scienziati freschi di dottorato e con il primo studio pubblicato ma il dottor Franco Bianchi viene citato da soli 10 studi ma tutti realizzati da scienziati di fama tra cui anche dei premi Nobel, lo studio del dottor Franchi avrà più prestidio di quello di Rossi.

Questo perché chi ti cita vale più di quanti ti citano: se chi ne sa di più considera ciò che pubblichi autorevole, la tua autorevolezza cresce.

Quindi lavorare con i link richiede un approccio qualitativo: ottenere migliaia di link da decine di siti di basso livello o creare 10 blog a tema con 4 articoli per uno e linkarsi non serve a molto.

Cosa significa dofollow e nofollow?

Una caratteristica dei link è che per essere “calcolati” dal motore di ricerca al fine di migliorare il posizionamento, devono essere dofollow. Il dofollow è un particolare comando che dice all’algoritmo di appunto tenere conto di quel link. Un link invece messo con una stringa di codice che dice all’algoritmo di non tenerne conto si chiama nofollow.

Il motivo di questa distinzione è semplice: io posso decidere di dare un link nofollow perchè sto citando un sito che effettivamente contiene informazioni false o truffaldine e lo sto segnalando ai miei lettori ma non voglio dargli link nofollow che lo aiutano nelle sue attività e rischiano di farmi apparire complice agli occhi del motore di ricerca.

Oppure il link nofollow viene dato per evitare spam: ad esempio il social network Pinterest permette di aggiungere un link qualsiasi alle immagini che si postano. All’inizio i link che dava erano tutti dofollow, dopo poco tempo però Pinterest era diventato un luogo in cui fare SEO gratis buttando link a destra e a manca. Per questo motivo la società decise di rendere tutti i link nofollow. 

Un’altro motivo per attivare link nofollow sono i commenti dei siti, sempre popolati da spammatori di link.

O puoi chiedere che un link al tuo sito sia reso nofollow quando vieni linkato da un sito che non ti sembra di grande qualità ma comunque non ti dispiace costruire relazioni con altri webmaster e blogger e aiutarli a fare crescere i loro siti migliorandoli.

Il link che contribuiscono direttamente al posizionamento sono quelli dofollow, ma come vedremo nel prossimo paragrafo non significa che i link nofollow debbano essere evitati del tutto: hanno un loro senso in una strategia SEO.

L’arte della link building

La conoscenza che ti permette di utilizzare i link in una strategia SEO per migliorare il posizionamento del tuo sito sul motore di ricerca si chiama link building. E’ la tecnica di cercare ed ottenere backlink (cioè link in entrata verso il nostro sito) e di ottimizzarli.

La Link Building è una delle basi della SEO ed è un’arte complessa.

Ecco alcune regole:

  • Il link funziona quando è in un contenuto: ad esempio un articolo che parla di scarpe linka un sito di scarpe e questo funziona meglio che un link proveniente dal footer di un sito.
  • valutare la qualità dei siti è difficile: ci sono diversi tool per valutare la qualità di un sito, ad esempio Moz che ha un algoritmo che calcola la Domain Authority, cioè l’autorità di un dominio, o SeoZoom che usa la Zoom Authority, sono strumenti molto utilizzati dai SEO ma è anche vero che si tratta sempre di strumenti creati da società il cui business è proprio questo. A volte per capire l’autorità di un sito bisogna anche valutare in generale fattori come il modo in cui questo è strutturato, la sua popolarità… un tempo Google offriva un suo valore ufficiale chiamato PageRank che poi non è stato più usato probabilmente per scoraggiare l’acquisto dei link (per Google la link building deve essere naturale, cioè senza acquistare link, ovviamente si tratta di una pratica comune che difficilmente sparirà presto)
  • I link nofollow ti servono comunque: avere link nofollow verso il sito comunque ti aiuterà a fare apparire il tuo profilo link “naturale” che tu li abbia comprati o meno, un sito con tutti link dofollow potrebbe insospettire Google. Inoltre un link nofollow è comunque un modo per attrarre traffico e visite sul tuo sito da altre fonti che non sia il motore di ricerca.  Immagina ad esempio di ricevere un link nofollow da un sito con 10.000 visite al giorno: anche se non contribuisce al posizionamento, se il sito di linka in un contenuto rilevante e il tuo sito offre a sua volta informazioni di qualità non c’è dubbio che un semplice link può aiutarti a conquistare lettori, lead e clienti.
  • I contenuti devono essere redatti in un certo modo: fare link building non è facile, una volta si tendeva a mettere link “nascosti” sulle parole chiave, adesso si preferisce invece specificare nel testo che c’è un link di approfondimento, per dare un aspetto sempre più orientato all’utente e meno “spam” evitando il rischio di penalizzazioni. Ovviamente entrambe le tecniche sono utilizzate e non è detta l’ultima parola su chi abbia ragione.
  • Il Guest Posting è un ottimo modo per avere link naturali: chiedi ad altri blog di ospitare articoli tuoi con un link al tuo sito e viceversa offri ad altri la stessa possibilità, in questo modo migliorerai il profilo link e avvierai proficue collaborazioni.

Come si fa un link nofollow e dofollow e come si riconoscono?

Come già detto prima questi link sono “segnalati” all’algoritmo tramite stringhe di codice:

bisogna andare nell’editor HTML del proprio sito e, aggiungere al link queste stringhe

<a href=”http://www.,linkalsito.qui/” rel=”nofollow”>

Per un dofollow in teoria non si deve aggiungere nulla, i link dai siti sono dofollow di default a meno che non ci sia qualche impostazione o plugin che li renda tutti nofollow automaticamente.

Se invece stai navigando su un sito e vuoi sapere se un link è dofollow dovrai utilizzare una funzione come “esplora elemento” su Chrome e visualizzare il codice alla ricerca dei tag.

Ovviamente utilizzando strumenti avanzati come quelli di cui abbiamo parlato prima si può analizzare più nel dettaglio un sito per capire da dove provengono tutti i link in entrata: si tratta di un modo per analizzare la concorrenza e capire come conquistarsi posizioni sul motore di ricerca facendo meglio degli altri.

I link sono importanti anche all’interno del sito stesso, cioè un sito è visto in modo migliore dal motore di ricerca quanto più ha una struttura profonda e organizzata: quello che piace a Google è che le informazioni siano catalogate ed organizzate in modo preciso e strutturato.

Il link mix

Abbiamo parlato prima del fatto che il profilo dei link deve essere naturale: questo significa che il motore di riceca deve considerare che tutti i link che ricevi siano dovuti al fatto che i contenuti del tuo sito offrano risposte rilevanti per determinate chiavi di ricerca e non che tu abbia pagato per averli.

Questo significa che devi stare attento a fare in modo che i link arrivino in modo “misto”: ad esempio se ottieni 20 link dofollow in poco tempo, ti conviene ottenerne qualcuno nofollow in modo che Google non sospetti che tu li stia ottenendo artificialmente penalizzando invece di migliorare il tuo posizionamento. 

Alcuni esperti si sono preoccupati di analizzare quale dovrebbe essere il rapporto ideale di link nofollow e dofollow: secondo il sito Alexa (che prima di essere l’assistente vocale di Amazon è un sito che si occupa di statistiche sui siti) i siti meglio posizionati hanno, grosso modo, un 30% di link nofollow ed il 70% di link dofollow.