Pubblicità su Google, guida per non commettere errori

  • Diego Gualdoni

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La pubblicità su Google è un passaggio irrinunciabile per ogni strategia commerciale. Il dilemma nasce su come impostarla senza commettere errori che potrebbero costarci oltre al fallimento, anche una buona fetta di budget. Ecco allora che diventa necessario, prima di addentrarci nella creazione di una campagna pubblicitaria su Google, chiarire alcuni aspetti fondamentali per il buon esito del lavoro.

Negli ultimi venti anni il mondo del marketing è stato stravolto dall’introduzione del digitale. La rivoluzione arriva non solo dai social network con i loro potenziali e le loro forme di coinvolgimento, ma anche la continua e costante connessione a cui ognuno di noi è legato, volente o nolente. Le vite della popolazione mondiale sono state riplasmate su nuovi scenari e nuovi bisogni, con tempi di reazione sempre più veloci e reattivi.

Adeguarsi a questi nuovi modelli di socialità e di marketing è indispensabile per proseguire, o iniziare, qualsiasi forma di business. Dal puro commercio di beni e servizi, fino al brand marketing. Google, sempre attento e dedito alla soddisfazione dell’utente, si evolve e crea Google Ads. Si tratta di una piattaforma ad uso gratuito con cui creare, gestire e monitorare la pubblicità su Google.

Vediamo allora nel dettaglio come si pianifica una campagna pubblicitaria.

Pubblicità su Google con Google Ads

Google Ads funziona come un’asta, o meglio funziona come un’asta, dove si vendono gli spazi sulle pagine dei risultati del motore di ricerca di Google. Questi spazi sono concessi ad un inserzionista piuttosto che ad un altro, in virtù, non solo dell’importo investito, ma anche sulla base di alcuni parametri che vanno rispettati. I cosiddetti fattori di ranking.

Gli annunci vengono visualizzati in alto, all’inizio della SERP (Search engine results page), ovvero in ciò che si definisce posizionamento non organico, perché appunto a pagamento. Il posizionamento degli annunci è determinato da un algoritmo che parte dalla keyword ricercata dall’utente su Google.

Per utilizzare Google Ads è necessario creare un proprio account totalmente gratuito, con cui poter lavorare. Una volta creato l’account si avrà accesso a tutti gli strumenti di Google per realizzare una campagna pubblicitaria. Passiamo ora in rassegna i vari step per poter generare una campagna pubblicitaria di qualità.

Come pianificare una campagna pubblicitaria

Primo passo per una buona pubblicità su Google è individuare gli obiettivi. Questi devono essere: mirati, misurabili, accessibili, rilevanti e con una scadenza definita. È importante che ogni campagna abbia un solo obiettivo ben delimitato. Se si hanno più scopi da perseguire è bene che si crei una campagna distinta per ognuno. Se tra gli obiettivi abbiamo sia creare lead che generare vendite, si dovranno creare due campagne distinte: una con obiettivo lead e una vendita.

Le keyword

Veniamo ora ad un punto cardine di ogni contenuto creato per il web, le keyword.

La Keyword Research è sicuramente un aspetto da non sottovalutare. Questo lavoro richiede tempo, va eseguito inizialmente ma non abbandonato, infatti deve essere rivisto ed implementato costantemente.

Sono disponibili molti tool per la ricerca delle parole chiave. Google stesso mette a disposizione, sempre gratuitamente, Google Trends con cui analizzare le tendenze e la numerica delle parole chiave individuate. La qualità delle keyword è determinante per individuare i segmenti di clientela potenziale.

Da non tralasciare l’analisi dei competitor, soprattutto studiare le keyword che questi usano per posizionare i loro contenuti. Anche in questo ambito si può ricorrere a diversi tool, come per esempio SEMRush, un software che aiuta a verificare e monitorare i competitor, per avere una panoramica chiara ed aggiornata.

Il pubblico ed il budget da gestire

Arrivati a questo punto possiamo iniziare a pensare a chi rivolgerci, ovvero iniziamo a delineare il nostro pubblico di riferimento. Qui possiamo davvero stabilire il destino del nostro lavoro. Sbagliare la targhettizzazione del pubblico equivale a perdere tempo e denaro. Per questo i ricorre spesso alla creazione delle buyer personas. Sono delle creazioni di utente tipo, s cui verranno imputati gusti, interessi, età, livello di istruzione e quanti più dettagli possibili per rendere l’identificazione veritiera. Ogni contenuto o scelta che si farà sarà caratterizzato dalla buyer persona.

Ultimo ma non ultimo, il budget giornaliero da investire. Il modo migliore per calcolarlo è conoscere il numero di visitatori che possono essere convertiti in clienti reali. Per farlo si può prendere in considerazione il tasso medio di conversione. È un valore percentuale che ci dice su 100 clienti quanti convertiranno, diventando clienti. Conoscendo questo dato si potrà stabilire quanto si è disposti a spendere per ogni visitatore, il CPA (Costo per Acquisizione).

I contenuti

“Content is the King” è un mantra molto conosciuto nel mondo del marketing online. Ecco perché è bene soffermarci su questo aspetto. I contenuti sono sempre più i veri protagonisti della pubblicità su Google, ma non solo. Inizialmente non si prestava troppa attenzione a cosa si comunicava, o meglio ci si concentrava esclusivamente sul messaggio pubblicitario, cercando di veicolare l’utente verso l’acquisto o la conversione.

Oggi, con utenti sempre meno disposti alla cieca fiducia si devono creare dei contenuti in grado di risvegliare l’interesse del pubblico, avvicinarsi ai suoi valori, utilizzare un linguaggio familiare. Bisogna soprattutto dar libero sfogo alla creatività, all’innovazione ed all’inclusione. Un messaggio già visto, piatto che non comunica emozioni sarà ignorato. Così come per ogni contenuto del digital marketing, anche per la pubblicità su Google si devono curare i contenuti in un’ottica di creatività ed attrattività.

Realizzare contenuti accattivanti, che siano contemporaneamente informativi e convincenti, non è così semplice. Lo scopo dell’annuncio di una campagna pubblicitaria è far si che l’utente clicchi sull’articolo e visiti il sito web. Ma per ottenere ciò si deve attrarre la sua attenzione. Per far questo può risultare utili inserire nel titolo frasi brevi ma di effetto. Il titolo è la prima cosa che l’utente visualizza ed è importante agganciarlo subito. All’interno del testo del titolo deve risultare chiaro l’invito all’azione, la call to action a cui miriamo, che altro non è che l’obiettivo della campagna.

Quando, poi, l’utente sarà arrivato sul nostro articolo attenzione a non deluderlo. I contenuti che troverà dovranno soddisfare le aspettative create dal titolo. Vanno sempre mantenute le promesse con cui abbiamo richiamato l’attenzione. Questo perché un utente insoddisfatto uscirà dal sito dopo pochi secondi generando un feedback negativo per Google, che a sua volta classificherà quel contenuto poco autorevole declassandolo nella SERP.

Se non sai come fare pubblicità su Google e vuoi rivolgerti a dei professionisti, puoi scegliere una web agency italiana che si chiama Bitmetrica che ti potrà seguire in tutte le fasi di una campagna.

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