È arrivato Google Penguin 2.1

  • Diego Gualdoni

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Google ha aggiornato nuovamente il suo algoritmo. Ed in particolare ha aggiornato una parte di esso che prende il nome di Penguin, giunto alla versione 2.1. Con un tweet Matt Cutts, capo della squadra antispam di Google, ha confermato che l’ultimo aggiornamento è “live”. Ma cosa è esattamente Google Penguin?

Penguin è una teconologia che fa parte di una più grande che è l’algoritmo generale che Google usa per determinare il posizionamento dei siti. Peungin, in particolare si occupa di cercare ed individuare tutti quei siti che praticano tecniche di indicizzazione che contravvengono le linee guida indicate da Google.

L’ultimo aggiornamento, a sentir dire quelli di Google, rappresenta un ulteriore giro di vite nei confronti dei siti che pratiche come l’uso link non spontanei, link a pagamento, link ottenuti con programmi automatici, ma anche quei siti che hanno testi e contenuti copiati o di bassa qualità. L’obiettivo di Penguin è dunque quello di penalizzare quei siti che antepongono l’importanza dei link rispetto alla qualità dei contenuti e alla user experience del visitatore.

Per chi pratica solo tecniche che rispettano le linee guida di Google, non c'è da preoccuparsi, anche perché, come lo stesso Matt Cutts afferma su Twitter questo aggiornamento si farà sentire solo sull’1 % delle ricerche effettuate.

Tutto questo va poi messo a confronto con quello che al momento realmente succede. Nonostante i tanti sforzi, anche legittimi, fatti da Google, tantissimi siti che praticano tecniche black hat sono ancora in cima ai risultati di Google. Per ovvi motivi non posso farlo, ma vorrei fare degli esempi concreti indicando l’indirizzi di alcuni siti che certamente utilizzano tecniche black hat.

Proprio mentre sto scrivendo questo articolo, ho scoperto come un sito italiani che opera in un settore molto ricco come quello della perdita del peso, solo nel mese di settembre ha totalizzato un picco di 2.500 backlink che si sommano agli oltre 10.000. Va bene che l’argomento interessa molti, ma sono certo che la stragrande maggioranza di quei link non sono naturali. E in un prossimo articolo vi mostrerò i dettagli di quanto affermato.

Intanto, mi chiedo, se effettivamente i link a pagamento sono ritenuti illegali da Google, perché il motore di ricerca non sono non penalizza, ma assegna un page rank molto alto ad aziende che basano il proprio core business sulla vendita dei link? Guardare per credere:

http://www.text-link-ads.com/ PR 6

http://www.textlinkbrokers.com/ PR 5

http://www.linkadage.com/ PR4

E sempre per gli stessi motivi, perché Google non penalizza quelle aziende che vendono software per la raccolta di link, cosa non consentita dalle sue linee guida? Guardare per credere:

http://www.scrapebox.com/ PR6

http://www.senuke.com/ PR4

http://www.buzzstream.com/link-building PR4

In attesa che qualcuno ci dia una risposta, posso garantirvi, per averli testati personalmente, che questi strumenti/strategie

funzionano davvero molto bene. In un prossimo articolo vi mostrerò come ho realizzato dei siti che hanno mantenuto il loro posizionamento anche dopo i vari aggiornamenti di Google Penguin.

Se volete documentarvi sulle migliori strategie del 2016, allora collegativi con questo indirizzo.